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Aiello, quale che sia l'origine dell'etimo -
agellus o sacellum: minuscolo podere o piccolo
luogo sacro per onorare la divinità
- vuol pur sempre indicare un centro abitato
sorto in funzione di cosa graziosa, gentile,
garbata: e grazia, gentilezza e garbo sembrano
proprio formare il carattere di persone e di
cose di questa borgata della bassa friulana,
dove, accanto ad aristocratici palazzi gentilizi
circondati da ameni parchi, si trovano nitidi
villini tutta luce, movimento, lindezza e
colore.
Il paese è raggruppato intorno alla chiesa e
lungo le quattro strade che, a forma di raggiera
si dipartono dalla piazza.
Sono le strade che portano a Joanniz (oggi,
generalmente si scrive Joannis: però, la grafica
Joanniz, è più esatta, accettata dallo stesso
Pio Paschini), a Crauglio, a Campolongo, ad
Alture.
Per secoli e secoli Aiello rimase un paese di
poverissimi agricoltori, condannati ad una vita
stentata e grama. I braccianti - uomini, donne e
ragazzi - erano obbligati ad un lavoro
estenuante che spesso iniziava all'alba per
terminare al tramonto.
Vivevano in tuguri malsani e sudici. Dal tetto,
quando pioveva, filtrava l'acqua, mentre,
attraverso le molte fessure ed i primiti vi
serramenti, soffiava il vento. Le stanze, con
pavimento in terra battuta o di acciottolato
sotto, di tavolato ai piani superiori, non
avevano soffitto e dalle travi pendevano,
talvolta qualche poco di carne affumicata o
insaccata, di solito le pannocchie legate a
treccia: "li' restis piacidis par sota i tras".
Il cibo era quanto mai frugale e scarso, per
questo la pellagra frequentemente colpiva la
popolazione. Anni funesti e terribili furono per
la carestia e la fame il 1528, il 1570 - nel
quale diverse persone "fame perierunt" - il
1814, il 1815, il 1816 e il 1817 - quest'ultimo
ricordato ancora oggi in Friuli come "l'an da
fan"- per il colera il 1836 ed il 1855.
Nonostante ciò la gente ha saputo
coraggiosamente attaccarsi a questa terra,
sfidare miseria e malattie con pazienza e
tenacia nella speranza che ad ogni generazione
veniente fosse riservata una vita meno dura.
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